Ho scritto giò dello sposo in chiesa, di chi lo accompagna, del suo ingresso, di come si muove in uno spazio che per un giorno diventa palcoscenico. Questa volta l’attenzione è su un dettaglio piccolo, quasi silenzioso: il fiore all’occhiello.
Si chiama bottoniera o, con il termine francese entrato nell’uso comune, boutonnière. È un dettaglio che parla di cura, di appartenenza, di cerimonia nel senso più profondo. Eppure viene spesso trascurato — o peggio, malposizionato.
Dove va messo il fiore all’occhiello
Il punto è uno solo: nell’asola del rever sinistro della giacca. Non nel taschino, quello è il posto della pochette, e confondere i due è uno degli errori estetici più frequenti che vedo.
L’asola è spesso cucita, e molti preferiscono lasciarla così per non rischiare di rovinare la giacca. In questo caso si usano spille appositamente lavorate, su cui il fiorista costruisce la bottoniera, pensate per funzionare su entrambe le tipologie di asola. Per lo smoking, che normalmente non ha l’asola sul rever, la soluzione più elegante è il montaggio su calamita, che evita qualsiasi foro nel tessuto.
Il fiore all'occhiello si mette nell'asola. Mai nel taschino, mai fermato a caso sul bavero.
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Il taschino ha la sua funzione estetica — e si valorizza con una pochette bianca, inserita in modo che ne emerga un bordo di non più di mezzo centimetro. Sobria, precisa.

Chi indossa la bottoniera
Lo sposo, prima di tutto. Se lui non la porta, nessun altro dovrebbe.
La tradizione nasce da un’esigenza pratica e bella insieme: permettere agli ospiti di riconoscere i membri della famiglia, distinguendoli tra le persone care dei due sposi. Le figure che convenzionalmente indossano la bottoniera sono: i padri, i fratelli, i nonni, i testimoni, i paggetti. Zii e cognati sono facoltativi, a meno che non ricoprano un ruolo affettivo che sostituisce in tutto e per tutto quello paterno.
Il giorno del matrimonio, mentre alla sposa viene consegnato il bouquet, allo sposo arriva la sua bottoniera. Nel mio team c’è sempre una figura dedicata ad affiancare lo sposo nella mattina dei preparativi: pensiamo noi ad apporre le bottoniere a tutti gli interessati, al momento giusto, senza fretta. Se non lavorate con un wedding planner, organizzatevi in anticipo con il fiorista per tempi e modalità di consegna e ricordate che si possono mettere anche poco prima dell’ingresso in chiesa, senza problemi.
Quale fiore scegliere
La regola tradizionale dice che il fiore della bottoniera dovrebbe specchiare il bouquet della sposa, uno dei suoi fiori, lo stesso colore, la stessa varietà. In pratica, però, la scelta dipende soprattutto dalla resistenza: la bottoniera non ha acqua, e deve tenere per un’intera giornata.
Il fiore per eccellenza della bottoniera è la gardenia — lei, e solo lei. Compatta, profumata, elegante senza sforzo: non mostra lo stelo, non si piega, non tradisce dopo un’ora di cerimonia. È il fiore pensato per questo ruolo.
Detto questo, funzionano bene anche roselline compatte e la gipshopyla, oppure la scelta di un unico fiore lavorato con cura, purché tenga. Quello che non mi piace vedere è lo stelo in bella vista, o peggio, un fiore scelto solo per abbinarsi al bouquet che dopo un’ora è già afflosciato. La coerenza estetica non vale il compromesso.
Una scelta che dura oltre il giorno
Una possibilità che apprezzo molto e che propongo spesso alle coppie più attente ai dettagli è quella dei fiori freschi stabilizzati. Trattati per mantenere colore, morbidezza e aspetto del fiore vivo senza bisogno di acqua, permettono di scegliere qualsiasi varietà — anche le più delicate — senza i vincoli della resistenza.
Il risultato finale è un accessorio che sopravvive alla giornata: un ricordo tangibile, prezioso, che si consegna in una scatola curata come se fosse un dono. Bottoniere, bracciali per le testimoni, accessori per i capelli della sposa: tutto può essere realizzato in fiori stabilizzati, trasformando ogni dettaglio floreale in un oggetto da conservare.



Un dettaglio che racconta chi siete
Il fiore all’occhiello non è obbligatorio, nessun dettaglio lo è davvero. Ma quando è pensato con cura, diventa parte del racconto visivo del matrimonio. È il segno che anche lo sposo ha un suo accessorio, la sua versione del bouquet. Un piccolo gesto che appartiene alla cerimonia come appartiene al tempo.
Se stai organizzando il tuo matrimonio e vuoi costruire insieme ogni dettaglio, anche quelli che si notano solo da vicino, iniziamo una conversazione.



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